Come si notifica titolo e precetto alla Pubblica Amministrazione?
venerdý 21 ottobre 2011

A cura dell' Avv. Paolo Fortina 

Normalmente il legale che ottiene una sentenza vittoriosa, procede ai sensi d'art. 479 c.p.c., che prevede anzitutto che il titolo esecutivo debba essere notificato, avvalendosi dell'ufficiale giudiziario, alla parte debitrice prima dell'inizio dell'esecuzione forzata; contestualmente o successivamente si dovrà altresì notificare atto di precetto (ex art. 480 c.p.c.), intimando ad adempiere all'obbligo risultante dal titolo entro un termine non inferiore ai 10 gg (salva l'autorizzazione all'esecuzione immediata in caso di pericolo nel ritardo, prevista dall'art. 482 c.p.c.)....

Trascorso, infine, tale termine si ha “accesso” all'esecuzione forzata, tenendo sempre a mente che il precetto (e solo quello) “scade” (mai il titolo, che non andrà, dunque, rinotificato): l'art. 481 c.p.c., infatti, regola la vita del precetto che diventa inefficace, appunto, se entro 90 gg dalla sua notificazione non è iniziata l'esecuzione (e l'esecuzione inizia con il pignoramento).
 
Questo procedimento subisce alcune modifiche quando si tratta di agire contro la Pubblica amministrazione e l'eccezione è data dalla norma di riferimento, art. 14 D.L. 31/12/1996, n. 669 rubricato Esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni.
 
Si osserva anzitutto che i tempi previsti per il pagamento dei titoli esecutivi giudiziari, da parte della PA, sono (eccezionalmente) elevati a 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo, impedendo previamente qualsiasi azione esecutiva.
 
Ciò significa – ed è espressamente vietato dalla legge – che non è possibile notificare il precetto contestualmente al titolo esecutivo.
 
Ecco, dunque, i passaggi a livello pratico:
 
  1. Prima di tutto è necessario notificare il titolo esecutivo alla PA debitrice (e non, eventualmente, al difensore costituito ovvero all'avvocatura di stato) come dispone l'art. 479 c. 2 c.p.c. E' vietato notificare il precetto, pena la nullità del precetto stesso (Cass. civ., Sez. III, Ordinanza 14 gennaio 2009, n. 590): come è espressamente previsto dalla norma (art. 14 D.L. 669/1996), prima che sia trascorso il termine dilatorio di 120 gg, il creditore non può procedere ad esecuzione forzata né alla notifica di atto di precetto. 
  2. Se nel termine su indicato l'amministrazione è inadempiente, allora è possibile notificarle “normale” atto di precetto. Il termine di 120 gg sommato ai 10 gg previsti dall'art. 480 c.p.c., fa si che l'esecuzione non possa essere iniziata prima di 130 gg dalla notifica del titolo esecutivo (ma di fatto, aggiungendo i tempi fisiologici di perfezionamento della notifica, nella prassi si superano i 150 giorni). 
La notificazione del titolo esecutivo e dell'atto di precetto deve avvenire presso l'ufficio amministrativo debitore a pena di nullità (come disposto dagli artt. 480 uc. c.p.c. e 144 c.p.c) e non presso l'Avvocatura dello Stato, poiché l'art. 11 del R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611 è norma applicabile solo agli atti giudiziali.
 
Pare poi pacifico che in questa specifica fase (notifica del titolo e precetto), non essendo termini processuali, non sia applicabile la sospensione feriale dei termini (Cass. 27 maggio 1980, n. 3457). 
 
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